Interrogazione parlamentare su effetti L. 107/2015: immissioni in ruolo, declassamento attraverso algoritmo

A quasi tre mesi dalla presentazione della seguente interrogazione parlamentare, il Ministro Stefania Giannini non ha dato ancora alcuna risposta

Immissioni in ruolo, declassamento attraverso algoritmo: interrogazione parlamentare su effetti L. 107/2015

In data 22 dicembre 2015 il Senatore Nicola Morra (M5S), primo firmatario ha presentato al Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, la seguente interrogazione parlamentare a risposta scritta.

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=955028

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05017

Atto n. 4-05017

Pubblicato il 22 dicembre 2015, nella seduta n. 556

MORRA , ENDRIZZI , MORONESE , PUGLIA , MANGILI , PAGLINI , TAVERNA , SERRA , DONNO – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. –
Premesso che:
numerosi docenti hanno partecipato al piano di immissioni in ruolo ex legge n. 107 del 2015 (cosiddetta la Buona Scuola) in possesso di più abilitazioni con livello retributivo e inquadramento giuridico differenti;
gli stessi risultano destinatari di una proposta di assunzione a tempo indeterminato per la fase C nell’organico funzionale della prima provincia indicata all’atto della domanda per la classe di concorso di livello inferiore, pur essendoci posto per loro in quella di livello superiore sempre nella prima provincia indicata;
considerato che:
le classi di concorso in cui sono stati assunti i docenti rientrano in un profilo professionale (categoria C, livello 6, docenti diplomati scuola secondaria superiore) inferiore rispetto alla classe di concorso di livello superiore (categoria D, livello 7, docenti laureati scuola secondaria superiore) (nell’interrogazione c’era un refuso ndr);
il trattamento retributivo per le classi di concorso in cui sono stati assunti è inferiore rispetto a quella per la quale avrebbero avuto titolo ad essere immessi in ruolo ed è inferiore anche sotto il profilo dell’inquadramento giuridico rispettivamente di sesto e di settimo livello;
nella stessa prima provincia indicata risultano destinatari di una proposta a tempo indeterminato candidati con punteggio inferiore nella classe di livello superiore rispetto a coloro che sono stati assunti nel livello inferiore (ovvero minore di quello dei docenti immessi in ruolo nella classe di concorso di livello inferiore anziché superiore);
considerato che:
ciò comporta un evidente danno sia sotto il profilo economico per i docenti sia sotto il profilo dell’inquadramento giuridico nei ruoli dell’amministrazione statale, anche ai fini di una futura mobilità intercompartimentale;
i docenti risulterebbero esclusi per l’anno in corso dalla possibilità di svolgere il periodo di prova nella classe di concorso di livello superiore e, dunque, il piano di mobilità previsto per il prossimo anno li vedrebbe in posizione subordinata ai fini di un passaggio di cattedra rispetto ai docenti immessi in ruolo nella classe di livello superiore nell’anno in corso;
il criterio di esprimere una preferenza nei confronti della materia per la quale essere immesso in ruolo non è stato consentito dalla legge per i candidati iscritti nelle GAE (graduatorie ad esaurimento) in possesso di più abilitazioni e aspiranti ad un posto nelle materie comuni, diversamente da come è avvenuto per gli insegnanti specializzati di sostegno o per coloro che risultavano presenti nelle graduatorie dei concorsi ordinari e in quelle ad esaurimento;
il dettato normativo in merito a quest’ultimo punto pare profilare motivi di contrasto con l’art. 4, comma secondo, della Costituzione secondo il quale: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. A parere degli interroganti in questo caso, nelle proprie possibilità, potrebbe rientrare il possesso dell’abilitazione, mentre nella propria scelta la decisione dei docenti, che all’atto della domanda avrebbero dovuto inserire e che invece è stata loro impedita, di scegliere per quale classe di concorso partecipare al piano d’immissioni in ruolo;
l’esclusione dei docenti dall’insegnamento delle materie giuridiche ha comportato per gli studenti un evidente danno, poiché il posto è stato assegnato a docenti con minore punteggio e, quindi, meno titoli ed esperienza;
a giudizio degli interroganti, appare iniquo e illogico stabilire che il punteggio maturato in una classe di concorso di livello sesto è assimilabile a quello di un livello settimo,
si chiede di sapere:
quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere per impedire il protrarsi di questo grave caso di iniquità e consentire ai docenti in questione di rientrare nel livello di insegnamento che sarebbe loro dovuto;
se non consideri, trattandosi di organico dell’autonomia validato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di dover procedere in via di autotutela e convertire, a richiesta dei docenti interessati, il posto in organico nella classe di concorso di livello inferiore immettendo in ruolo i docenti nella classe di concorso di livello superiore, lasciando così inalterato il numero dei posti previsti in provincia e quindi su base nazionale, mantenendo così invariate le aspettative degli immessi in ruolo con punteggio inferiore;
se ritenga opportuno adottare iniziative di carattere normativo al fine di risolvere alcune disparità riguardanti i docenti neo-immessi in ruolo attraverso il piano C della Buona Scuola, che, a parità di condizioni, risultino assunti in un livello d’inquadramento retributivo di livello sesto sulla base degli esiti dell’algoritmo, il quale, nel procedere all’individuazione dei neo-assunti, ha considerato con precedenza il punteggio maturato nella classe di concorso di livello sesto ignorando che gli stessi docenti sarebbero stati assunti in altra materia con livello d’inquadramento retributivo di livello settimo;
se non intenda, inoltre, assumere iniziative di carattere normativo, al fine di ottenere il passaggio immediato nella classe di concorso di livello settimo con il riconoscimento giuridico del periodo di servizio prestato nel livello sesto anche ai fini del periodo di prova, visto che agli adempimenti provvede l’Ufficio scolastico regionale di appartenenza dei docenti che hanno richiesto il passaggio stesso.

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