Immissioni in ruolo: diritto d’accesso agli atti esteso su tutto il territorio nazionale (La Tecnica della Scuola)

Il piano di immissioni in ruolo del personale della scuola non più limitato nell’ambito della provincia di appartenenza della GaE in cui risulta iscritto l’aspirante ma allargato sul territorio nazionale impone naturalmente alcune riflessioni anche nel campo del diritto d’accesso agli atti amministrativi.
Infatti, se un tempo, l’interesse dell’aspirante ad ottenere in visione ed eventualmente estrarre copia di una documentazione limitato ad un interesse, specifico, concreto e attuale era generalmente circoscritto alla graduatoria di appartenenza, adesso è evidente che si può provare come esistente anche per tutte le altre graduatorie presenti sul territorio nazionale o meglio dei 100 ambiti territoriali.
Ed infatti, per esemplificare, se un docente presente nelle GaE della provincia X che ha mancato l’immissione in ruolo nella fase B, dovesse ritenersi essere stato scavalcato ingiustamente da un altro aspirante presente nelle graduatorie della provincia Y, è chiaro che avrebbe diritto a visionare atti legati alla graduatoria della provincia Y a cui un tempo non avrebbe potuto accedere non avendo avuto all’epoca un interesse, specifico, concreto e attuale.
Non solo, ma avrebbe diritto a prendere visione ed estrarre copia di tutti i documenti prodromici, a quell’immissione in ruolo, come ad esempio la titolarità dei poteri in capo al soggetto che ha emesso il provvedimento, oppure dei criteri attraverso i quali il posto è stato attribuito per l’immissione in ruolo, etc.
Pertanto se è vero come ha stabilito recente giurisprudenza che “la domanda di accesso ai documenti amministrativi non può essere palesemente sproporzionata rispetto all’effettivo interesse conoscitivo del soggetto richiedente, il quale deve specificare il nesso che lega il documento richiesto alla propria posizione soggettiva, ritenuta meritevole di tutela; detta domanda deve, inoltre, indicare i presupposti di fatto idonei a rendere percettibile l’interesse specifico, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento” (Consiglio di Stato, nn. 5226 e 3309 del 2010), non si può negare la circostanza che chiunque escluso dalla fase B, potrebbe fare domanda d’accesso su tutti gli atti riguardanti le 100 graduatorie.
Non solo ma in futuro, anche per la fase C, potrebbe essere interesse di ogni aspirante verificare per fare un esempio, l’ordine di preferenze che altri concorrenti hanno espresso sulle province.
Ed ancora per fare un altro esempio, ma questo sarà possibile quando saranno chiari i criteri attraverso i quali chi di dovere sceglierà le classi di concorso da immettere in ruolo, perché in una determinata provincia si è preferita una classe di concorso piuttosto che un’altra chiedendo conto delle indicazioni effettuate dagli istituti in merito alle aree cd di potenziamento.

Fabio Guarna

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