Organico dell’autonomia: docenti come segretari comunali? (da Tecnica della Scuola)

L’organico dell’autonomia è utile? Sembrerebbe un interrogativo retorico, perché avere a disposizione risorse umane aggiuntive (a quanto pare di questo si tratta) non è certo un qualcosa che possa far danni al funzionamento di un’istituzione scolastica, anzi. L’organico dell’autonomia è utile? Sembrerebbe un interrogativo retorico, perché avere a disposizione risorse umane aggiuntive (a quanto pare di questo si tratta) non è certo un qualcosa che possa far danni al funzionamento di una istituzione scolastica, anzi.
Ma lo stesso organico dell’autonomia è indispensabile per assicurare l’assunzione dei 100.000 precari su cui tanto si è predicato e sul quale c’è ampia condivisione tanto che si vuole da più parti scorporare il provvedimento dall’intero DdL per favorirne l’iter escludendolo così dalle azioni di protesta. E’ necessario riflettere però sul fatto che la possibilità di assorbire il personale presente nelle graduatorie ad esaurimento affidandosi all’organico dell’autonomia è un’operazione complessa e dai risultati incerti. Infatti l’eventualità che il numero degli aspiranti all’assunzione di alcune classi di concorso possa non rivelarsi sufficiente per coprire le richieste è da mettere in conto, così come al contrario è possibile che il personale di alcune classi di concorso si riveli in sovrannumero rispetto alle esigenze dell’autonomia. Come fare allora per assorbire tutti i precari delle graduatorie ad esaurimento ed utilizzarli?
Si potrebbe tentare, come in parte peraltro sembra si stia facendo ma in maniera un po’ confusa, di scimmiottare la normativa sinora in vigore per il reclutamento dei segretari comunali, figura – osserviamo en passant – di cui si discute sull’opportunità di abolire o meno. Semplificando, i segretari comunali sono iscritti in un albo nazionale la cui iscrizione è subordinata al possesso dell’abilitazione che si ottiene dopo un concorso pubblico per esami e un corso di formazione.
Essi hanno con il Ministero dell’Interno un rapporto di lavoro dipendente (prima era con un ente pubblico, ovvero l’Agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali) mentre con i comuni un rapporto di servizio. La nomina del segretario spetta al Sindaco che lo individua fra coloro che sono iscritti all’albo nazionale. Quindi alla cessazione del mandato del sindaco, il segretario comunale cessa dall’incarico esercitando ancora le funzioni sino all’assunzione in servizio del nuovo collega. E’ possibile però che un segretario non trovi nessun Comune che richiede il suo servizio ed in questo caso continuerà ad essere retribuito dal Ministero d’appartenenza, restando a disposizione per una possibile chiamata.
Si tratta di casi non frequenti e comunque,il segretario che necessariamente nel periodo di “fermo” non potrà non avere cura di aggiornarsi professionalmente, dal punto di vista economico non avrà alcun interesse a restare a disposizione, perdendo quei benefici economici che verrebbero dall’essere organico ad un ente (ad es. retribuzione di risultato e di posizione). Tornando al mondo della scuola il meccanismo del reclutamento potrebbe modellarsi secondo quanto sopra descritto.
In sostanza i precari verrebbero stabilizzati sottoscrivendo un rapporto di lavoro con il Miur che darebbe loro diritto ad uno stipendio base. Quindi, una volta assunti, facendo riferimento ad un albo nazionale dei docenti, gli insegnanti dovrebbero essere individuati dalle scuole per coprire i posti dell’organico dell’autonomia concretizzando con esse un rapporto di servizio. Potrebbero così contare oltre che sullo stipendio base anche su altri benefici economici da definire con apposita normativa, ad esempio un docente che opera nell’organico dell’autonomia di una scuola con 1500 alunni potrà avere un riconoscimento economico maggiore di uno che opera in una scuola con 800.
Nel caso in cui molti docenti dovessero restare a disposizione, si potrebbe pensare di impiegarli in programmi di riqualificazione idonei a offrire loro l’opportunità di essere utilizzati nell’organico dell’autonomia dove è richiesta una figura diversa dalla loro e non disponibile nell’albo nazionale. Vero è che il settore scolastico è un settore completamente diverso da quello degli enti locali, ma il linguaggio di alcuni esponenti politici che hanno parlato di preside-sindaco e l’idea dell’albo nazionale insegnanti, inevitabilmente spinge a fare qualche parallelo soprattutto se si pensa che ancora l’organico dell’autonomia non esiste ma esistono 100.000 persone che aspettano di essere stabilizzate il primo settembre 2015.

Fabio Guarna (Tecnica della Scuola)

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